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Aprire un bar: un’impresa da sottovalutare? Scopri le competenze nascoste dietro il bancone

Aprire un bar: non è solo versare da bere.

Competenze essenziali da acquisire, prima o durante la gestione.

 

Nell’immaginario collettivo, aprire un bar sembra un’impresa semplice: un luogo accogliente, qualche bottiglia di alcolici, caffè e un paio di tavoli, amici che vengono a trovarti. Tuttavia, la realtà è ben diversa. Gestire un bar richiede una serie di competenze specifiche e una preparazione accurata per avere successo in questo settore competitivo. Vediamo quali sono le competenze chiave per aprire e gestire un bar con successo.

Aprire un bar: la passione non basta.

Molti sognano di aprire un bar spinti dalla passione per il lavoro di barista “ci sono caduta anch’io”, ma per trasformare questo sogno in una realtà di successo, la sola passione non è sufficiente, “me ne sono resa conto ben presto”. Gestire un bar richiede una serie di competenze e conoscenze specifiche che vanno ben oltre la semplice  preparazione di bevande “puoi acquisirle anche nel mentre, ma arrivare preparati è tutta un’altra storia, ti risparmia un sacco di fatica e di dispiaceri”. Ecco cosa devi sapere e quali competenze devi acquisire prima di aprire un bar. Prima di tutto ricorda che si parla della tua vita, e si, la puoi mettere da parte dando tutto te stesso per l’attività “cosa che ho fatto!” ma poi il conto da pagare arriva. Quindi un consiglio: “ricorda che non devi fare i cento metri, ma una maratona, ed è importante mantenere il giusto ritmo, costante e inesorabile per tutto il percorso, se molli tu non c’è nessun altro che metterà le tue stesse energie in qualcosa che non è suo. Una volta impostato tutto e trovato le giuste persone, impara a ritagliarti i tuoi spazi di vita privata, con fiducia e senza sensi di colpa”. 

1. *Conoscenze di Management e Gestione Aziendale*

Un buon barista deve essere anche un bravo imprenditore. Questo significa avere una solida comprensione di gestione finanziaria, controllo dei costi, pianificazione del budget e strategie di marketing. È essenziale sapere come bilanciare i conti, gestire le scorte e prevedere i flussi di cassa. Inoltre, la capacità di elaborare strategie di marketing efficaci per attirare e fidelizzare i clienti è cruciale.

“ricorda che i soldi in cassa non sono tuoi, prima devi pagare tutto e tutti, poi puoi andare a spenderli (magari non tutti, che gli imprevisti sono dietro l’angolo, meglio avere un gruzzoletto di riserva, se non vuoi avere problemi).

2. *Competenze nel Servizio al Cliente*

Il servizio al cliente è il cuore di qualsiasi attività di ristorazione. Saper interagire con i clienti, comprendere le loro esigenze e offrire un’esperienza positiva è fondamentale. Un buon barista deve essere cordiale ma non invadente, attento e saper gestire situazioni difficili sempre con diplomazia e cortesia. (un buon carattere è essenziale per questo lavoro, piu’ del saper fare).

3. *Conoscenze in Mixology e Preparazione delle Bevande*

La preparazione di bevande, che si tratti di caffè, cocktail o altre bevande, richiede competenze specifiche. Conoscere le ricette, le tecniche di miscelazione e le tendenze attuali del settore può fare la differenza tra un bar di successo e uno che fatica ad attrarre clienti. La formazione continua in questo campo è spesso necessaria per rimanere competitivi. Per quanto riguarda il caffè, un corso su preparazioni e manutenzione della macchina, di solito di viene fatto fare gratuitamente dai fornitori stessi. 

Per quanto riguarda i cocktail, abbiamo preparato un video corso facile e veloce, dove puoi imparare fin da subito a preparare tutti i drink del momento. 

4. *Normative e Sicurezza Alimentare*

Aprire un bar comporta il rispetto di numerose normative igienico-sanitarie e di sicurezza alimentare. È essenziale conoscere le leggi locali, ottenere le licenze appropriate e garantire che il personale sia formato in materia di igiene e sicurezza. La non conformità può portare a multe, chiusure temporanee o addirittura permanenti. Se devi presentare la piantina della disposizione del bar e della cucina all’Ulss, non mandare un tecnico, vai tu, a loro fa piacere sia il proprietario ad interessarsi e a discutere con loro le esigenze del locale.

Per rimanere sempre aggiornato, iscriviti ad una organizzazione di rappresentanza di categoria, ti invieranno mail di aggiornamento, di bandi, di corsi, con consulenti sempre pronti a rispondere alle tue domande. Qui da noi ad esempio c’e’ Ascom Confcommercio

5. *Capacità di Selezione e Gestione del Personale*

Gestire un team è una parte importante del successo di un bar. Questo include la selezione, la formazione e la motivazione del personale. È importante creare un ambiente di lavoro positivo e collaborativo, dove ogni membro del team si senta valorizzato e parte integrante del successo dell’attività.

E’ essenziale organizzare riunioni inclusive con tutto lo staff, per far capire loro la tua visione, il tuo progetto e per discutere assieme di nuove proposte, aggiornarli su decisioni, su rotta, andamenti… farli sentire una parte integrante. 

6. *Abilità Organizzative e Logistiche*

La gestione di un bar richiede eccellenti capacità organizzative. Questo include la gestione dell’inventario, la pianificazione dei turni di lavoro, l’organizzazione degli eventi e la logistica delle forniture. Una buona organizzazione aiuta a mantenere un flusso di lavoro efficiente e a ridurre gli sprechi.

“inizialmente coprivo tutti i turni, ero sempre presente, trovandomi in forte difficoltà ogni volta che qualcuno stava male o per qualche motivo non poteva esserci. Cosi mi sono levata dal turno operativo per prediligere l’organizzazione e rimanendo a disposizione per fare da tappa buchi. (bene funzionava, come scelta…  finché non ho aperto la seconda e poi la terza attività, fare da tappa buchi per tre attività significava avere momenti dove avrei dovuto avere il dono dell’obliquità, e comunque aver poco tempo da dedicare alla pianificazione, trovandomi giornalmente in situazioni di emergenza e di stress che mi rendevano meno efficace in ogni campo).

Mi sono levata da ogni turno, mi sono organizzata con persone a chiamata e mi sono dedicata completamente al mio nuovo lavoro. Organizzare e pianificare, riducendo le situazioni di stress e di emergenza al minimo, dandomi la possibilità di avere una vita al di fuori del locale.

Tu sei l’anima e il fulcro del tuo locale, ogni cosa viene creata e pesata da te, devi mantenere alto il livello di creatività per poter continuare a creare con passione il tuo business e mantenere alto l’umore del tuo staff, sei tu la colonna portante, ricordalo sempre, se tu non continui a spronare e a dare il giusto ritmo, loro pian piano si stancheranno e smetteranno di remare. Quindi fai tutto ciò che è necessario per mantenere la tua salute psico fisica in ordine, prenditi cura di te, fai sport, coltiva le tue passioni, e tutto ti riuscirà nel migliore dei modi.

Ma prima…. impara ad organizzare, a parlare, a condividere, a delegare e ad avere fiducia nelle persone. (certo, troverai persone sleali, ma fa parte del gioco. Con le giuste accortezze non faranno troppi danni.) La non fiducia significa crearsi una prigione, con la paura di allontanarsi anche per andare in bagno, significa murarsi dentro al locale e smettere di vivere, portando il tutto nel tempo ad essere un sacrificio troppo grande, fidati ci sono passata e come me molti altri, arrivando ad odiare questo lavoro. Ricordati appunto che è un lavoro e la tua vita deve avere il giusto equilibrio di cose per essere una vita soddisfacente. (o almeno, io la penso così).

 

 

Conclusione:

Come ormai avrai capito aprire un bar è molto più che versare da bere. Richiede una combinazione di competenze manageriali, conoscenze tecniche, capacità di servizio al cliente e conformità alle normative. Solo con una preparazione adeguata e una gestione attenta è possibile trasformare l’immaginario collettivo in una realtà di successo. Chiunque desideri intraprendere questa strada dovrebbe essere pronto a investire tempo ed energie per acquisire tutte le competenze necessarie.

I mille consulenti che si propongono e si trovano nei social e su internet:

Post Covid ho vissuto un momento di difficoltà molto pesante.

Era ora di ripartire… Avevo perso del personale per strada per cambio tipologia di lavoro, la clientela non era ancora così fiduciosa e quindi numerosa, ho tergiversato nel cercare altro personale per cercare di contenere i costi, e mi sono ritrovata con tre attività da rimettere in piedi.

Coprendo buchi a destra e a manca, inventando strategie, facendo colloqui, trovando gente a caso e accontentandomi di chi arrivava per primo pur di avere forza lavoro. Ho prosciugato un sacco di energie, con fatica ho rimesso tutto in piedi esaurendo forza. Uno dei locali, quello appunto aperto proprio sotto covid, mi ha dato molti pensieri, “avevo bisogno di un’aiuto” ero alla ricerca di una soluzione per risollevare il locale. Mi sono imbattuta su Pienissimo ed i suoi corsi, con la promessa di riempire i locali, corsi utilissimi per imparare a fare marketing a gestire i social, a stimolare il personale (con il suo famoso corso -camerieri venditori-), tutto questo a patto che il locale abbia già un buon format e cosa indiscutibile che la cucina sia buona cosa che al momento ancora non avevo.

Mi ha dato un sacco di informazioni sulle quali lavorare, nozioni nuove che non avevo mai sentito, un modo diverso di vedere le cose: (tu sei l’imprenditore il tuo lavoro non è quello di stare a girare il sugo “come dice Giuliano” ma quello di creare strategie vincenti, di coordinare, di avere visione). Dopo un’anno dei suoi corsi ho preso anche la sua Pienissimo Pro, agenda virtuale utilissima per gestire le prenotazioni e creare una rete di comunicazione automatizzata con i clienti (e molto di più, davvero un potente strumento, utilizzato nel modo giusto).

Insomma dopo un’anno di tutto ciò avevo un sacco di nozioni, ma un gran casino in tesa…. da dove inizio? 

e vedendo la matassa troppo intricata, mi sono demoralizzata e paralizzata.

Ormai data per vinta e molto stanca per l’impegno messo in un’anno di corsi, mi son detta basta.

Poi un giorno, mi imbatto nuovamente su un altro personaggio “Emiliano Citi” e Ristobusiness. Avevo già letto anni prima dei suoi libri riguardanti i numeri della ristorazione, perché sentivo il bisogno di averne di più il controllo. Ma poi  li ho accantonati per l’emergenza covid ed il bisogno di tornare a riempire di nuovo i locali mi ha portato verso “Giuliano Lanzetti” e Pienissimo.

Insomma mi ritrovo ad ascoltare Emiliano e a capire che ciò che dice è fondamentale, così decido di andare a vederlo dal vivo nel suo evento promozionale, con l’intento di seguire solo quello, (non avevo voglia di fare un’altro anno intenso di formazione come il precedente che mi aveva prosciugata)…

Ascolto con attenzione, e tra tutte le sue proposte, c’è anche quella di una consulenza “su misura”… chiedo informazioni, il costo è abbastanza impegnativo, (ragiono tra me e me) e rendendomi conto di avere bisogno di competenze differenti da quelle che mi avevano portato al punto attuale, decido di darmi un’ultima possibilità. Ed inizio un’anno di formazione ad ok, su misura per me e i miei locali, con un loro bravissimo consulente Matteo Gamberi , che mi ha seguita passo passo, che con pazienza mi ha aiutata a reimpostare tutte le aziende, ad imparare a leggere e tenere monitorati i numeri a relazionarmi con il personale, a fare riunioni, a fare colloqui, davvero un supporto valido in ogni ambito dell’azienda.

Questo per dire, che non si finisce mai di imparare e che di cose valide e persone valide con la giusta ricerca se ne trovano, pronte ad aiutarti a crescere e ad acquisire le giuste competenze.

Per quella che è stata la mia esperienza:

Se hai già un locale con buone basi, Pienissimo è un metodo fantastico te lo consiglio.

Se devi imparare e vuoi aprire un locale di successo Ristobusiness ti può insegnare molto, e Matteo è un valido compagno di viaggio.

1914 translation by H. Rackham

“On the other hand, we denounce with righteous indignation and dislike men who are so beguiled and demoralized by the charms of pleasure of the moment, so blinded by desire, that they cannot foresee the pain and trouble that are bound to ensue; and equal blame belongs to those who fail in their duty through weakness of will, which is the same as saying through shrinking from toil and pain. These cases are perfectly simple and easy to distinguish. In a free hour, when our power of choice is untrammelled and when nothing prevents our being able to do what we like best, every pleasure is to be welcomed and every pain avoided. But in certain circumstances and owing to the claims of duty or the obligations of business it will frequently occur that pleasures have to be repudiated and annoyances accepted. The wise man therefore always holds in these matters to this principle of selection: he rejects pleasures to secure other greater pleasures, or else he endures pains to avoid worse pains.”

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